A very EU Christmas

As part of my traineeship at the European Parliament in Brussels (among other things) I had the chance to brush up on my video making skills, while having a lot of fun.

Here’s one of the results: the EP trainees wish you Merry Christmas in 24 languages!

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Il flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

f4bb5b4aa9857485f7c0954883e06847Arrivato alla sua centocinquantesima replica, Il flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio arriva al Teatro Quirino di Roma e apre la nuova stagione con sei serate, dal 7 al 12 ottobre. Nato nel 2007, diretto ed elaborato da Mario Tronco e Leandro Piccioni, questo spettacolo divertente e innovativo si ispira all’opera di Mozart, ma la reinterpreta e trasforma con sorprendente naturalezza in una favola musicale.

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Take five, “I soliti ignoti” in salsa napoletana

Take Five Locandina“Take five” è un classico della musica jazz registrato dal Dave Brubeck Quartet nel 1959, celebre per il suo caratteristico ritmo in 5/4, irregolare tempo quintuplo in cinque beat. E cinque sono i protagonisti di Take Five di Guido Lombardi, cinque criminali “irregolari” ognuno con le proprie vicende personali alle prese con una rapina milionaria.

Cinque personaggi, cinque attori che mantengono il loro nome di battesimo e che vengono da esperienze simili a quelle del ruolo che interpretano. Carmine (Paternoster), idraulico con il vizio del gioco indebitato con la Camorra, viene chiamato a riparare una perdita fognaria proprio a pochi passi dal caveau di una banca e ha l’idea perfetta per un colpo grosso. Insieme a lui Gaetano (Di Vaio), ricettatore con anni di carcere alle spalle, Salvatore (“Sasà” Striano), fotografo con la passione per le belle donne, ex rapinatore reduce da un infarto, e Ruocco (Salvatore Ruocco), pugile squalificato a vita per spaccato una sedia in testa a un arbitro. Continua a leggere

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#RomaFictionFest

Roma Fiction Fest 2014-Coda sala petrassi

Quest’anno ho seguito per Dazebao il RomaFictionFest, dal 13 al 19 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Per chi come me segue più serie tv di quante se ne potrebbe permettere, è stato un appuntamento da non perdere, con qualche buona anteprima, molti dibattiti (più o meno) costruttivi, e qualche bella scoperta.

Qui di seguito tutti gli articoli pubblicati nella sezione RomaFictionFest del sito:

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In breve: Frances Ha

franceshaFrances sa quello che vuole: semplicemente, non ce l’ha. Vive a New York ma non ha un vero appartamento, è una ballerina ma non fa veramente parte della compagnia per cui danza, ha una migliore amica che considera sua anima gemella, uguale a lei “ma con i capelli diversi”, che però decide di trasferirsi dal suo fidanzato, lasciando Frances a cavarsela da sola. Continua a leggere

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In breve: “Under the skin”

Non basta Scarlett Johansson per fare una seduttrice. O almeno, non basta per sedurre lo spettatore nei panni di una creatura extraterrestre predatrice di uomini. È abbastanza forse per le sue ignare vittime, attirate a bordo di un furgone bianco e fatte sparire, risucchiate in un non-lungo, un denso mare nero, in una sequenza che si ripete uguale ogni volta. Solo, di tanto in tanto, accanto a lei, si materializza un misterioso motociclista, suo complice e supervisore. Continua a leggere

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In breve: “Maleficent”

maleficent-locandina-italianaRilettura de La Bella Addormentata, capolavoro animato del 1959, dal punto di vista della strega cattiva, Maleficent conferma un trend che la Disney ha iniziato con The Brave e poi con Frozen: al centro della fiaba c’è l’emancipazione femminile, i personaggi maschili rimangono in secondo piano (insieme al matrimonio) per lasciare spazio all’amicizia tra donne. Insomma, il lieto fine non dipende per forza da un Principe Azzurro, anzi, meglio se non ne comprende uno. Qui, infatti, il vero cattivo è proprio il maschio, il giovane ladruncolo che accecato dall’ambizione farà di tutto per diventare re, spezzando il cuore della giovane Malefica, rendendola cattiva e spietata come siamo abituati a immaginarla.
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In breve: “Jersey boys”

jerseyboys

Tutti conoscono Can’t take my eyes off you, magari nella celebre versione di Gloria Gaynor o di Mina. E chi ha visto Dirty Dancing si ricorderà Big girls don’t cry. Ma non tutti sanno che quei successi portano la firma di Frankie Valli e dei Four Seasons, celebre quartetto anni ’60 di giovani italoamericani con ciuffo e brillantina. Tratto dall’omonimo musical di Broadway, Jersey boys racconta la storia dei quattro ragazzi di Belleville, New Jersey, che crescono tra malavita e spaghetti ma sognano il successo. Clint Eastwood, arrivato a 84 anni con una lunghissima filmografia alle spalle, può permettersi di tutto: e quindi, con mano ferma di chi conosce il cinema classico, “ruba” al teatro e realizza un film vivace (anche se lungo) con dialoghi lucidi e trucchi narrativi, come quando gli attori si rivolgono al pubblico per raccontare la loro versione dei fatti. Continua a leggere

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Romeo e Giulietta, il grande ritorno al Globe Theatre

Globe by marcoborrelliE se Romeo decidesse di non andare alla festa a casa dei Capuleti? E se tutta la storia fosse solo il sogno di una giovane mente eccitata dall’amore? E se fosse proprio l’amore la chiave che apre le porte del tempo proiettandoci nell’eterna favola dei due innamorati? È da queste suggestioni che nasce l’allestimento di Romeo e Giulietta curato e diretto da Gigi Proietti, che torna in scena fino al 3 agosto al Silvano Toti Globe Theatre, appuntamento fisso dell’estate romana all’interno di Villa Borghese.

Il classico dei classici tra le tragedie di Shakespeare viene rivisto con occhio scanzonato e diviso nettamente in due parti, tra realtà e sogno: la prima moderna, dai costumi alla musica, e la seconda classica, immersa in una dimensione onirica e inevitabilmente drammatica.

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Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

Sari e turbanti, violini, nacchere e musica elettronica. È una Carmen tra Bollywood e la Spagna zigana quella portata in scena dall’Orchestra di Piazza Vittorio, che il 24 giugno ha inaugurato la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla.
Reduce dal successo della scorsa estate al Festival Nuit de Fourvère di Lione, questa rivisitazione dell’opera di Georges Bizet porta all’estremo il carattere gitano della tragedia dell’amore sensuale per eccellenza, irresistibile, travolgente e, infine, fatale.
La storia di Carmen e Don José si sviluppa seguendo il lungo percorso di una carovana di nomadi dal Rajasthan verso la Spagna, ricalcando il vero viaggio dei gitani “partiti dall’India più di mille anni fa” (come recita in francese uno striscione sotto il palco) e considerati “cartomanti, musici, cantanti, mendicanti o ancora, tuffatori”. E in questa messa in scena il regista Mario Tronco, fondatore dell’Orchestra con Agostino Ferrente, riflette tutte le influenze e le sfumature gipsy raccolte nei secoli in questo viaggio attraverso l’Europa. Continua a leggere

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